Il nucleare come alleato nella lotta al cambiamento climatico?

La produzione mondiale di energia elettrica carbon free soddisfa oggi solo il 36,7% del nostro fabbisogno: secondo l’International Energy Agency, l’unico modo per raggiungere il fondamentale traguardo delle emissioni zero entro il 2050 è combinare l’utilizzo di tutte le fonti a basse emissioni di carbonio esistenti, tra cui non potrà mancare il nucleare.

Il 31 marzo 2021 Joe Biden ha presentato l’American Jobs Plan, un piano di investimenti da 2,25 trilioni di dollari per rilanciare l’economia americana. Una parte di esso sarà impiegata per ristrutturare e modernizzare le infrastrutture, un’altra per favorire la produzione industriale all’interno del Paese, nel settore delle costruzioni urbane e per diverse iniziative, dall’ampliamento e miglioramento della rete internet alla purificazione del sistema idrico. Fondamentale importanza è stata data alla questione ambientale: circa la metà degli investimenti verrà infatti dedicata alla salvaguardia del clima. Gli USA compiono così un primo passo per avviare una strategia di lotta al cambiamento climatico.

Uno degli obiettivi del piano è decarbonizzare il settore elettrico entro il 2035 e l’intero settore energetico entro il 2050. Come? Mantenendo in efficienza gli esistenti impianti energetici fossil-free (principalmente idroelettrico e nucleare), installando nuovi impianti rinnovabili come l’eolico offshore (ovvero parchi eolici costruiti in mare aperto) e investendo in nuove tecnologie, tra cui il nucleare di nuova generazione.

Che cos’è il nucleare di nuova generazione? Esso si basa sui cosiddetti small modular reactors, reattori di piccola taglia che, a differenza di quelli tradizionali, si possono produrre su larga scala abbattendone così i costi; oltre a produrre energia elettrica, sono progettati per la desalinizzazione dell’acqua e la produzione di idrogeno, una fonte di energia pulita, ma ad oggi ottenuta per il 95% da fonti fossili. Questi reattori risultano essere anche più sicuri grazie ai “sistemi di sicurezza passivi”, che si innescano spontaneamente durante i malfunzionamenti e prevedono sistemi di raffreddamento per evitare esplosioni in caso di surriscaldamenti. Questi vantaggi si sommano a quelli del nucleare di vecchia generazione: garantisce la continuità della produzione, in quanto non dipende dalla disponibilità, e quindi dalla stagionalità, di fonti come sole e vento, e come le energie rinnovabili produce basse emissioni di CO2 per unità di energia. Secondo il Gruppo Intergovernativo sul cambiamento climatico, considerando l’intero ciclo di vita di un impianto, le emissioni causate dal nucleare sono infatti fino a quattro volte inferiori rispetto a quelle del fotovoltaico, la metà rispetto all’idroelettrico e paragonabili a quelle dell’eolico.

Ovviamente non mancano gli aspetti problematici, tra cui le perplessità sulla sicurezza dei reattori, perché per quanto essa sia aumentata grazie alle recenti tecnologie, non può essere considerata a rischio zero. Parlando poi di ambiente, non ci si può limitare a considerare le basse emissioni di CO2: l’estrazione dell’uranio – che non è una risorsa rinnovabile – causa emissioni a sua volta contaminanti. I processi di raffreddamento delle centrali nucleari richiedono inoltre grandi quantità di acqua, motivo per cui esse si trovano spesso vicino a laghi, fiumi, mari, di cui possono causare l’inquinamento termico nel caso in cui quest’acqua venga reimmessa in natura a una temperatura troppo alta (il riversamento delle acque radioattive in mare è un tema molto attuale, in quanto il Giappone ha recentemente annunciato che riverserà nel Pacifico l’acqua usata per raffreddare i reattori della centrale di Fukushima). Un altro tema è quello delle scorie, che vanno conservate a seconda della loro radioattività per un intervallo di tempo che può arrivare fino ai diecimila anni: una questione certamente non da poco che, visto l’orizzonte temporale coinvolto, ci investe di una grande responsabilità anche nei confronti delle generazioni future.

La produzione mondiale di energia elettrica carbon free soddisfa oggi solo il 36,7% del nostro fabbisogno e più di un quarto di questa quantità proviene dal nucleare, che tra le fonti pulite è seconda solo all’idroelettrico. Il fondamentale traguardo delle emissioni zero entro la metà del ventunesimo secolo è previsto dall’Accordo di Parigi, ratificato nel 2016 anche dai paesi membri dell’UE. Secondo l’International Energy Agency, l’unico modo per raggiungere la neutralità carbonica globale entro il 2050 è combinare l’utilizzo di tutte le fonti a basse emissioni di carbonio esistenti, tra cui non potrà mancare il nucleare.

In Europa, secondo una recente fuga di notizie, il dibattito sul nucleare si è riacceso dopo che il gruppo di esperti incaricati dalla Commissione Europea di definire quali investimenti siano sostenibili oppure no, ha stabilito che non ci sono prove scientificamente fondate che l’energia nucleare sia più dannosa di altre tecnologie per la salute umana o per l’ambiente, richiedendo quindi di includere il nucleare tra le fonti di energia pulita utili per la realizzazione del Green Deal europeo, il piano per rendere l’Europa climaticamente neutrale entro il 2050.

Potremmo essere allora di fronte a una nuova era del nucleare, in cui lo vedremo come uno dei principali alleati nella lotta al cambiamento climatico e una soluzione per sopperire a un fabbisogno energetico sempre più alto? Il nucleare può aiutarci a liberarci dei combustibili fossili, ma può costituire una soluzione definitiva? Sono interrogativi complessi: ciò che è certo è che la crisi climatica non accenna ad arrestarsi, e di fronte a un problema di tali dimensioni, è necessario agire il più in fretta possibile.

Fonte: A. Fusi, consulente in ambito di sostenibilità. Climate change: il nucleare è parte della soluzione? (17 aprile 2021). @will_ita https://www.instagram.com/tv/CNu_p7WFcoH/?igshid=1c3h56po3rj70

Per approfondire:

M. Jaus. Ecco l’American Jobs Plan di Joe Biden per il ritorno al futuro degli USA. (31 marzo 2021). La voce di New York. https://www.lavocedinewyork.com/news/primo-piano/2021/03/31/ecco-lamerican-jobs-plan-di-joe-biden-per-il-ritorno-al-futuro-degli-usa/

Neutralità carbonica: cos’è e come raggiungerla entro il 2050. (8 ottobre 2019). Parlamento europeo. https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20190926STO62270/neutralita-carbonica-cos-e-e-come-raggiungerla

Accordo di Parigi. Commissione Europea. https://ec.europa.eu/clima/policies/international/negotiations/paris_it

Green Deal europeo: la chiave per un’UE sostenibile e climaticamente neutrale. (25 giugno 2020). Parlamento europeo. https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/priorities/cambiamento-climatico/20200618STO81513/green-deal-europeo-la-chiave-per-un-ue-sostenibile-e-climaticamente-neutrale

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357 thoughts on “Il nucleare come alleato nella lotta al cambiamento climatico?

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