CITTADINANZA O CITTADINANZE? QUANDO UNA NAZIONE SEMBRA NON AVERE CONFINI

In una realtà dove sembra essere più semplice costruire muri piuttosto che cercare un dialogo, dove il colore della pelle o la tua cultura, religione o nazionalità sono ancora strumento di odio e derisione c’è chi ha la fortuna di poter vantare una doppia appartenenza culturale sfoggiando più di un passaporto e chi, come me, ne possiede solo uno che – però – nasconde un bellissimo segreto.

La cittadinanza: un tema sempre più spesso sulla bocca di tutti. Un argomento sempre più discusso. Un concetto difficile da spiegare e un “riconoscimento” complesso da ottenere. 

Mi capita spesso di invidiare chi ha avuto la fortuna di nascere o vivere in una realtà multiculturale, in cui parlare più di una lingua a tavola è la quotidianità o dove prendere un aereo e il passaporto per andare dai propri parenti in un altro stato è un’abitudine, o ancora spostarsi da un paese – che chiami casa – ad un altro, che riconosci anch’esso come casa.
Ecco, quando mi capita di invidiare chi ha queste fortune (o sfortune) rifletto su quanto anche io sia fortunata, forse all’apparenza non è evidente, ma lo sono.
La mia fortuna – la stessa di tutti i cittadini italiani, francesi, tedeschi, slovacchi…- è che, anche se la mia carta d’identità o passaporto alla dicitura “cittadinanza” recita “italiana”, o qualsiasi sia la tua, in realtà ne sottintende un’altra non effettivamente riconosciuta sui nostri documenti ma attribuita a tutti noi cittadini di un paese membro dell’Unione Europea: la cittadinanza europea.

L’enciclopedia online Treccani definisce la cittadinanza europea come “condizione giuridica propria di ogni persona appartenente a uno Stato membro dell’UE”. Istituita dal Trattato di Maastricht nel 1992, in base al Trattato di Amsterdam (1997) non sostituisce la propria cittadinanza nazionale, ma rappresenta un complemento in quanto finalizzata a favorire il processo di integrazione politica tra gli stati membri e instaurare la solidarietà tra i popoli che fanno parte della stessa Unione Europea.

Vorrei trattare e approfondire proprio su quest’ultimo punto che concerne la solidarietà tra i popoli e per farlo – da studentessa di economia quale sono – non posso che fare riferimento a qualche numero.

Fondi stanziati 2021-27 suddivisi in categorie – QFP e Next Generation EU

Il Quadro Finanziario Pluriennale (piano che detta gli investimenti dell’Unione Europea) approvato a dicembre 2020 dal Consiglio Europeo e della durata di 7 anni vede un significativo impegno (attorno al 35% sul totale) nell’ambito della coesione e valori. Allo stesso modo, nel piano straordinario Next Generation EU – implementato all’ordinario per favorire la ripartenza dopo la pandemia – più del 95% delle risorse investite sono state destinate al medesimo ambito. Nei prossimi 7 anni, più di un miliardo di euro verranno spesi per promuovere coesione e valori.
Ma, di preciso, che cosa rappresentano queste due parole? 
Sul sito dell’Unione Europea è possibile trovare una dettagliata ripartizione degli investimenti per settori specifici; sotto la categoria “coesione e valori” sono compresi: sviluppo regionale e coesione, ripresa e resilienza e investimenti in persone, coesione sociale e valori. Sotto quest’ultimo punto ricadono degli interessanti progetti a cui tengo molto e che mi hanno spinta a trattare di questo tema, ovvero Erasmus+ e DiscoverEU: riguardano Millennials, GenZ e GenAlpha di cui faccio parte anch’io.

Erasmus+ (EuRopean community Action Scheme for the Mobility of University Students) è un programma di exchange per tutti gli studenti europei che s’impegna a soddisfare gli schemi di sviluppo europei basati su educazione, formazione, giovani e sport. Stando agli ultimi dati disponibili (16 dicembre 2020), l’Unione Europea ha investito nel progetto €3,37 miliardi solo nel 2019, supportato circa 940.000 esperienze di studio all’estero e finanziato 25.000 progetti e 111.000 organizzazioni. 
Basandosi su questi dati, la Commissione Europea – a fine 2020 – ha approvato il piano d’azione del progetto per i prossimi sette anni con l’obiettivo primario di espandere il programma Erasmus+ fino a triplicare il numero di studenti coinvolti e rendere l’iniziativa più inclusiva, inserendo incentivi per livelli più alti di formazione (master e dottorati) e per le molteplici tipologie di educazione e formazione esistenti. Per fare questo, la Commissione Europea insieme al Parlamento, ha stanziato fondi per 24,57 miliardi di euro.

DiscoverEU è un’iniziativa dell’UE rivolta a tutti i suoi cittadini che ogni anno raggiungono la maggiore età: per loro c’è la possibilità di sfruttare a pieno la libertà di circolazione all’interno dell’Unione per scoprire le diversità di ogni stato, apprezzare le ricchezze culturali, la storia ed entrare in contatto con le molteplici culture, lingue e nazionalità. Per far sì che tutto questo sia possibile – ad oggi – l’Unione Europea ha messo a disposizione quasi 50.000 biglietti Interrail per altrettanti diciottenni desiderosi di esplorare l’Europa con lo zaino in spalla.
Tra questi ragazzi, ci siamo stati anche io e Stefano che nel 2019 abbiamo avuto la fortuna di partire e in una settimana incontrare tantissime persone e conoscere ogni giorno nuove culture facendo una “full-immersion” di tradizioni, lingue, cibi, storia e bellezza.

Prima di concludere, torniamo alle premesse iniziali: cittadinanza e numeri.
Secondo l’analisi di Yes4Europe (*) alla domanda “In quale misura ti senti cittadino europeo su una scala da 1 (per niente) a 4 (molto)?” la media dei 1783 ragazzi intervistati è di 2,69: compresa tra i parametri “poco” e “abbastanza”.

In una società sempre più globalizzata in cui l’Unione Europea è una delle tre principali potenze al mondo (insieme a Stati Uniti e Cina), la cui popolazione (7% sulla totale del mondo) produce attorno al 22% del PIL a livello mondiale ed è responsabile per più del 50%, sul totale globale, degli investimenti in welfare – ritengo necessario ed essenziale valorizzare questa nostra seconda cittadinanza, che pochi conoscono e di cui ancora meno se ne vantano. Il malcontento dei giovani è evidente, e nell’ultimo anno si è intensificato: le istituzioni italiane sembrano disinteressate al futuro dei propri giovani; facciamo in modo di attuare al più presto le proposte dell’Unione Europea sfruttando in modo efficiente ed ottimale i fondi ad esse destinati.

(*) Progetto promosso dalla rete Italiana Eurodesk in cooperazione con l’Agenzia Nazionale per i Giovani, fatta su una popolazione di giovani tra i 13 e i 32 anni nel 2013 in occasione dell’anno europeo dei cittadini e riguardante il tema della cittadinanza europea.

Sitografia:
Definizione di cittadinanza europea:
https://www.treccani.it/enciclopedia/cittadinanza-europea/
Quadro finanziario pluriennale:
https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/about_the_european_commission/eu_budget/mff_2021-2027_breakdown_current_prices.pdf
Erasmus+:
https://www.schengenvisainfo.com/news/eu-to-expand-erasmus-programme-in-next-7-years-institutions-agree-to-invest-over-e26-billion/
DiscoverEU:
https://www.europarl.europa.eu/italy/it/per-i-giovani/scopri-l-europa-con-discovereu
YES4Europe, ricerca-azione tra i giovani in occasione dell’anno europeo dei cittadini (2013):
https://www.agenziagiovani.it/media/86102/ricerca-yes4europe-vs-web.pdf

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