2020: un anno di meravigliosi eventi mai avvenuti

Tutta la redazione de L’imprenditoriale sceglie di celebrare la fine di questo sciagurato anno raccontando una serie di eventi e manifestazioni culturali che NON sono si sono tenuti quest’anno, con un pizzico di malinconia e l’ottimismo di chi guarda avanti con speranza al 2021.

Il 2020 è stato un anno segnato da eventi globali che avranno ripercussioni sulla storia dell’umanità. Negli scorsi 12 mesi abbiamo vissuto un anno surreale, che oggi ci fa riflettere su quello che è successo ma anche su quello che NON è successo, sull’anno che poteva essere e che NON è stato.

Francesco spoilera i film che NON abbiamo guardato:

Non hanno visto il loro debutto i grandi sequel – e prequel – hollywoodiani come The King’s Man, No Time to Die, Fast and Furious 9, Mission Impossible 7, Minions: Rise of Gru e, forse il ritorno più atteso, Top Gun: Maverick a 35 anni dal film di Tony Scott che vede Tom Cruise tornare a vestire i panni di uno dei suoi personaggi più iconici. Per tutti questi titoli dovremo aspettare il 2021 come anche per questi grandi CineComics: Morbius, Black Widow, Venom: Let There Be Carnage e Eternals. In controtendenza Wonder Woman 1984 che è uscito nelle sale in questo Natale 2020 dopo che la sua uscita è stata rimandata ben quattro volte. In Italia i cinema sono chiusi ma possiamo consolarci con l’uscita in contemporanea sulla piattaforma di streaming della HBO.

Sono proprio le piattaforme di streaming ad averci permesso di non vivere un anno senza grande cinema: Netflix, Amazon Prime, Disney Plus e le altre hanno combattuto duramente per accaparrare la nostra attenzione con prevedibile successo: secondo Strategy Analytics, il terzo trimestre del 2020 si è chiuso con 769,8 milioni di abbonati nel mondo, il 28,3% in più rispetto ad un anno fa ossia un record senza precedenti nel settore.

Il mondo del cinema, nonostante il salvagente dato dallo streaming, versa in forti difficoltà anche dal punto di vista delle produzioni cinematografiche, pensiamo ad esempio alla lotteria tamponi – quando un membro della produzione risulta positivo al tampone Covid, costringe alla quarantena l’intero set – e location rese inaccessibili che hanno obbligato allo stop tante nuove pellicole; sono più di 40 le produzioni interrotte in Italia. Secondo la Siae nei soli primi sei mesi del 2020 c’è stata una riduzione pari a 169 milioni di euro nel settore cinema rispetto al 2019, un anno che era stato molto positivo per il settore che sembrava in forte ripresa dopo anni di tentativi di rinascita.

Lisa ci fa rivivere i festival musicali ai quali NON siamo stati

Il COVID-19 ha colpito duramente tutto il mondo della cultura. Un disastro accentuato dal fatto che le live performances, cancellate o fortemente limitate al fine di restringere le possibilità di contagio, sono un elemento fondamentale per diversi settori dell’intrattenimento, come ad esempio quello della musica. Concerti, tournée e spettacoli dal vivo sono realtà che, come tutti purtroppo sappiamo, sono state completamente stravolte dall’arrivo del coronavirus. Il 2020 è stato in gran parte un anno privo di musica live e sono stati molti gli eventi annullati in tutto il mondo a causa della crisi sanitaria; qui ne citiamo solamente alcuni: il Tomorrowland, festival belga di musica elettronica; il Coachella Valley Music and Arts Festival, uno dei più famosi eventi musicali nordamericani, conosciuto in tutto il mondo; il Rock am Ring, per i più fedeli fan di musica rock e metal; il Summerfest, il più grande al mondo; così come tutti i festival estivi italiani: a Milano il MI AMI, a Torino il Club to Club, il Nameless Music Festival in provincia di Lecco, e tantissimi altri in tutto il Paese.

I biglietti acquistati per questi eventi con largo anticipo, entusiasmo ed impazienza, quando ancora il coronavirus non era entrato con prepotenza nelle vite di tutti noi, sono nella maggior parte dei casi validi per le edizioni che si terranno nel 2021 (crisi sanitaria permettendo, ovviamente). Di certo non sono mancati i tentativi da parte degli artisti di reagire di fronte a questa situazione opprimente, organizzando soprattutto sui social dirette, concerti e dj sets “casalinghi”. Ma niente può sostituire il brivido unico delle performance dal vivo, senza nessuno schermo tra cantante e pubblico. Le perdite per il settore del live sono state ingenti e sono state molte le proteste e le richieste di sostegno da parte dei lavoratori dello spettacolo. É fondamentale che questo settore si riprenda al più presto per ridare slancio all’economia, ma anche per tornare a far sentire la sua voce al massimo della potenza e fare al meglio ciò per cui è nata: emozionare e conquistare i nostri animi. La musica è sicuramente un motore economico di vitale importanza, ma non dimentichiamoci che c’è in gioco anche più del semplice denaro: essa è prima di tutto emozione, sentimento. Non possiamo lasciare che tutto questo muoia.

Arianna vola in Giappone per le Olimpiadi che NON abbiamo giocato

Pierre de Coubertin a fine Ottocento ebbe l’idea di organizzare dei giochi che raccogliessero atleti di tutto il mondo a competere tra di loro ispirandosi ai Giochi Olimpici Antichi che si svolgevano nell’Antica Grecia nella città di Olimpia; ma il loro significato andava ben oltre la competizione sportiva. Nell’antichità, i Giochi determinavano un periodo – seppur breve – di pace, in cui tutte le guerre sul territorio venivano sospese grazie ad una tregua per garantire la partecipazione dei migliori atleti provenienti da tutte le polis.

Seppur oggigiorno il loro significato e valore socio-politico sia estremamente differente, ciò che ancora oggi il periodo delle olimpiadi e paralimpiadi rappresenta è l’unione dei popoli – sottolineato dal simbolo dei cinque cerchi intrecciati su sfondo bianco, simbolo di pace – in un luogo di pace e in festa. La pandemia per la prima volta nella storia dell’Olimpiade Moderna ha causato la posticipazione dei Giochi al 2021. Gli unici precedenti di cancellazione risalgono al periodo delle Guerre Mondiali dove le Olimpiadi non si sono tenute; ma con l’annuncio da parte del CIO il 24 marzo 2020 questa è la prima volta che i Giochi vengono rinviati. I giochi della XXXII Olimpiade e i XVI Giochi paralimpici estivi si terranno, per la prima volta nella storia, in un anno non bisestile, dal 23 luglio al 5 settembre 2021.

Per ragioni di marketing e di continuità, denominazione e logo dei giochi rimarranno lo stesso “Tokio 2020”. Le perdite dell’economia giapponese a causa della pandemia sono state stimate attorno ai 5,8 miliardi di dollari o 640 miliardi di yen (Katsuyo Minamoto – professore della Kansai university). Questo deriva dai problemi affrontati dal comitato organizzativo a causa della sottostima iniziale dei costi di partenza per la costruzione di impianti, villaggio olimpico e manutenzione, a cui inoltre bisogna sommare il blocco repentino causato dal COVID-19, che si stima attorno ai 3,6 miliardi per la preparazione degli atleti e oltre i 2 per il turismo. Altro grande tassello da aggiungere a queste perdite è quello della sponsorizzazione e rivendita dei diritti televisivi che necessitano una revisione e ridimensionamento dopo la pandemia, precedentemente stimati ad una cifra record di 3,18 miliardi di dollari

Emanuele condivide le emozioni dei goal europei che NON sono stati segnati

E che dire del calcio. Il coronavirus agli italiani questa non doveva proprio farla. Interrompere il calcio è significato per molti un senso di vuoto, carenza di tifo spietato e perdita del buon umore, soprattutto durante i lunghi pomeriggi della domenica, nei quali si è ripiegato su qualche vecchia partita dei mondiali dell’82 o, per i più giovani, del 2006. Il nostro è, in effetti, un Paese nel quale il pallone è una vera e propria divinità, un popolo che non aspetta altro che il weekend di Serie A o le notti della Champions League per potersi finalmente sfogare e godersi le partite della propria squadra del cuore.

Per fortuna il calcio non ci è stato tolto per troppo tempo, ma “solo” per tre mesi, anche se tanto è bastato per far slittare gli europei di calcio al 2021. Ma come? Proprio nell’anno in cui la nostra nazionale era finalmente risorta? Proprio nell’anno in cui Mancini ha deciso di lanciare i giovani all’assalto del campionato europeo? Proprio nell’anno in cui potevamo tornare ad essere tra le favorite? Proprio così.

Ma sapete una cosa? A noi piace partire sfavoriti, ci è sempre piaciuto fare vere e proprie imprese quando nessuno se lo aspettava.

E allora aspettiamo. Aspettiamo di poterci riunire finalmente tutti insieme, nel solito bar, nella solita casa, seduti sulla stessa poltrona (perché la scaramanzia non è mai abbastanza), nelle solite piazze italiane, così vive e colorate da far invidia a tutto il mondo. Torneremo anche noi con la birra in una mano e l’altra sul petto a cantare in un unico coro ”Fratelli d’Italia”, perché se c’è una cosa che ci rende veramente fratelli, in Italia, quella è probabilmente il calcio.

Stefano presenzia per noi alle sfilate che NON sono andate in scena

Anche il mondo della modaè stato fortemente colpito dalle vicende di quest’anno che hanno portato ad una riorganizzazione complessiva degli eventi pensati dalle grandi firme per la presentazione dei loro capi, oltre che il rinvio dei grandi eventi esclusivi del settore. Sono state molte le sfilate cancellate a partire da quelle di Prada, Gucci, Versace e Chanel che erano previste nella privemavera-estate 2020 in diverse parti del mondo. D’impatto è stato anche l’annullamento del Met Gala 2020, così come il rinvio delle diverse fashion-week che in alcuni casi sono state riorganizzate in modo originale. Emblematica è sicuramente la nostra Milano fashion week di settembre, ripensata in chiave Phygital, che ha incluso sia sfilate dal vivo che presentazioni digitali, per un totale di 159 appuntamenti in calendario.

Il COVID-19 ha però scosso più nel profondo il mondo della moda, facendo emergere riflessioni e contraddizioni che hanno spinto ad una messa in discussione del sistema e ad un ulteriore avvicinamento del fashion ai valori sociali.  È Giorgio Armani a scuotere le coscienze con una lettera pubblicata ad inizio pandemia, che è stata seguita da altri gesti simbolici volti a ricordare e valorizzare la diversità e l’unicità delle persone come le 100 copertine per il noto numero di settembre di Vogue Italia.  Un vero e proprio “caleidoscopio fatto di modelle famose e attiviste sociali, Instagram star e direttrici di museo, Uber driver, attrici e scrittrici” che si raccontano per quello che sono, come spiega il direttore Emanuele Farneti. La moda ha la forza di raggiungere tutti e di essere portavoce di valori e messaggi: “Questa crisi è una meravigliosa opportunità per rallentare tutto, per riallineare tutto, per disegnare un orizzonte più autentico e vero.” G. Armani.

Con questo messaggio di speranza del grande stilista italiano noi chiudiamo quest’anno che per noi era appena cominciato, ma che ci fa piacere lasciare alle spalle per abbracciare il nuovo, nella speranza che porti a tutti meno rallentamenti e più passi avanti verso l’orizzonte che abbiamo scelto di disegnare.

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