L’Editoriale

Il valore del lavoro per il futuro dell’Italia

Impariamo a guardare al lavoro non contrapponendo presunti interessi diversi, ma diamo al lavoro la centralità che merita in un sistema pronto ad innovarsi e a cambiare determinando un cambiamento anche alle dimensioni della fiscalità, del welfare e delle pensioni: la centralità del lavoro rappresenta la centralità dell’individuo donna o uomo.

L’importanza del 25 aprile per noi che non conosciamo catene

Il 25 aprile si festeggia il giorno simbolico della ritirata dei soldati nazifascisti da Milano e Torino nella primavera del 1945. Un giorno che simboleggia la liberazione dalle forze straniere sul territorio italiano e la conclusione del ventennio fascista italiano. Da quel giorno le parti sociali hanno continuato a combattere ma dai fucili si è passati alle bombe carta, ai manganelli e ai Tweet.

Riscopriamo il valore del silenzio

Sembra un paradosso, ma oggi è molto più difficile stare zitti che parlare: il silenzio è diventato una risorsa scarsa e la sua scomparsa ha fortemente modificato non solo la comunicazione, ma anche le relazioni interpersonali sui luoghi di lavoro, tra genitori e insegnanti, tra studenti e insegnanti.

L’augurio di Putin a Biden tra benaltrismo e vittimismo

La breve clip che ritrae il presidente russo Vladimir Putin è rimbalzata su siti web, social network e telegiornali di tutto il mondo scatenando un mix di emozioni. L’augurio di ‘buona salute’ rivolto al suo omologo americano Joe Biden ha destato ilarità, terrore, irritazione e rabbia. Io, guardando il video, ci ho visto l’ennesimo tentativo estremamente riuscito di deresponsabilizzazione del presidente russo in salsa di benaltrismo con un pizzico di vittimismo.

Mascherine al centro di traffici, inchieste e fantasie tra furbetti, polemiche e feticisti

I no-mask affermano come la mascherina possa limitare il flusso di ossigeno al cervello provocando gravi danni. Del movimento no-mask si è parlato molto anche se oggi sembra superato e la mascherina è diventata, a più di un anno dai casi di Codogno, una consuetudine come augurato da Zingaretti persino un oggetto di tendenza. Comunque sia, i no-mask avevano ragione: queste mascherine – a volte – danno alla testa.

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