La soluzione green del motorsport

In una realtà in continuo cambiamento ed evoluzione come la nostra, i grandi colossi del mercato mondiale cercano nuove soluzioni per rispondere e soddisfare le richieste dei propri consumatori. A volte, gli strumenti utilizzati sono l’unione di moderno ed “old fashion” come nel caso della Formula E.

Come la storia ci insegna ogni generazione è destinata a combattere una guerra, vincere una battaglia per loro stessi e per le generazioni future, oggi conosciuti come diritti intergenerazionali. Noi Gen-Z o post-millennials ovvero i nati tra fine anni Novanta e primo decennio del duemila siamo stati, sin dalla nascita, immersi in un mondo globale in cui la comunicazione attraverso internet e social network è la forma più veloce e diffusa per fare informazione, relazionarsi e condividere. Ed è grazie a questi mezzi e al mondo globalizzato in cui viviamo che le nostre battaglie sono nate: attraverso hashtag come #BlackLivesMatter, #MeToo e #FridaysForFuture le piattaforme social si fanno il primo strumento di comunicazione e condivisione di massa di messaggi, idee e proteste di un’intera generazione: quella dei leader di domani. E sempre sui social nascono nuovi “eroini”, volti che rappresentano le lotte di milioni di giovani in tutto il mondo tra cui, la più nota, Greta Thunberg.

Oggi le scelte di noi post-millennials sono dettate anche dal futuro, dalle nostre idee e dalle battaglie che perpetuiamo anche indirettamente ed è anche grazie a queste continue e silenziose battaglie che ogni giorno ci vengono offerti nuovi prodotti, soluzioni e alternative che rispecchiano sempre più ciò che vorremmo fosse la quotidianità futura. L’alimentazione vegetariana e vegana è ormai perfettamente integrata e facilmente accessibile a chiunque, prodotti biologici ed ecologici sono facilmente reperibili in qualsiasi supermercato e anche i grandi marchi di molteplici settori si sono avvicinati al “green”. In particolare, vorrei focalizzare l’attenzione sulle automobili: da qualche anno sono sempre più disponibili in commercio modelli ibridi o completamente elettrici a prezzi sempre più competitivi ed accessibili alla maggior parte della popolazione: il successo di questi prodotti deriva anche da un lungo studio e sviluppo di nuovi motori e tecnologie, create e ottimizzate anche grazie a particolari strumenti e modalità differenti ed innovativi per ottimizzare i costi e implementare la diffusione.

La Formula E nasce nel 2010 da un’idea di Jean Todd, presidente della FIA (Federation Internationale de l’Automobile), ed entra nel panorama del motorsport nel 2014, nel 2021 si correrà la settima stagione della categoria e prima con lo status di campionato del mondo. La particolarità di questa serie? è interamente elettrica: ogni casa automobilistica partecipante, dalla seconda stagione, ha la possibilità di progettare e sviluppare un motore conforme alle norme che sia interamente elettrico. Questo permette a tutte le squadre partecipanti di testare a livello competitivo in un panorama internazionale il loro prodotto che nel breve-medio periodo verrà utilizzato sulle automobili in commercio. Il fondatore e presidente della serie Alejandro Agag descrive la Formula E come un “laboratorio di nuove tecnologie e una piattaforma dove i grandi brand automobilistici possono sviluppare nuove tecnologie per trionfare in gara e successivamente trasferirle su automobili da strada, garantendo sempre e comunque la bellezza ed emozione di una gara automobilistica che attragga ed appassioni il pubblico”.

I punti di forza in questo campionato sono molteplici ma vorrei focalizzare la mia attenzione su quelli, secondo me, più vincenti quando pensiamo ad un pubblico giovane a cui indirizzare il prodotto.

Primo fra tutti sono le scuderie, i grandi team e case automobilistiche che prendono parte all’evento e lo utilizzano come strumento per sviluppare e testare nuove tecnologie che vengono poi lanciate nel mercato. Tra i grandi marchi dell’automobilismo possiamo citare Audi, BMW, Jaguar, Mercedes, Nissan, Porche, Renault e dal 2022 anche McLaren. Il grande salto di qualità e la partecipazione di colossi automobilistici è motivato anche dalla scelta di permettere alle squadre stesse dalla Season 2 (2015) di produrre autonomamente il motore del veicolo da inserire nel telaio che, invece, è comune per tutte le squadre. Questo garantisce non solo la possibilità di assistere a duelli ruota a ruota per l’intera stagione ma anche l’ottimizzazione di una power unit che garantisca la massima potenza e velocità per trionfare. Ad oggi la maggior parte delle squadre produce motori a ioni di litio, di difficile manifattura, ma possiede brevetti per l’utilizzo di altre alternative e l’intera organizzazione ha l’obiettivo di trovare nuove e più semplici tecnologie nell’immediato futuro.

Il secondo punto di forza sta nell’organizzazione del weekend di gara: prove libere, qualifiche e gara si svolgono in un solo giorno in circuiti progettati appositamente per questo mondiale e localizzati sulle strade principali e con gli scorci più suggestivi delle città più famose del mondo tra cui Roma, Parigi, New York, Londra, Hong Kong, Seoul, Città del Messico e molte altre. Questo per due semplici motivi: permettere ai fan di accedere a gare e paddock con semplicità e quindi assicurare alla serie grande interesse e partecipazione del pubblico e mostrare tutte le potenzialità di macchine e motori specificamente designati ed indicati per spostarsi in città. Con l’introduzione nel 2018 del Jaguar I-pace eTrophy come serie di supporto per la prima volta è possibile assistere ad un campionato di macchine da strada interamente elettrico. Inoltre, l’esperienza del Race Village permette a tutti gli appassionati – e non solo – di conoscere piloti, scuderie e tecnologie dell’evento automobilistico più green nel panorama del motorsport internazionale.

Ultima, ma non per importanza, è la missione della Formula E ovvero quella di portare lo sport verso un livello di emissioni sempre più basso e quindi migliorarsi in ogni aspetto per ottimizzare la sostenibilità di uno sport nato e sviluppato sulla base delle emissioni-zero. Insieme a FIA, Formula 1 ed Extreme E la Formula E aderisce all’iniziativa nella Nazioni Unite “Sport al servizio dell’azione climatica” con l’obiettivo di implementare positivamente e costantemente tutti gli aspetti dello sport tra cui gare, spostamenti, trasporti, accessibilità. Inoltre, all’interno dello sport molteplici team s’impegnano singolarmente nelle proprie battaglie climatiche, primo fra tutti Envision Virgin Racing Team che ad ottobre 2020 è stata la prima scuderia nel mondo del motorsport ad aderire indipendentemente all’iniziativa delle Nazioni Unite.

Guardando un’intervista del giornalista Saunders CB mentre cercavo informazioni per scrivere questo articolo sono rimasta molto colpita dalla sua visione della Formula E che descrive come “guilt free motorsport” (motorsport senza sensi di colpa); perché anche solo stando sul divano a tifare il proprio pilota o team preferito si partecipa e sostiene indirettamente uno sport che al posto di focalizzarsi esclusivamente sul presente, gareggia con uno sguardo al futuro: portando in pista grandi piloti capaci di farci stare incollati ai nostri schermi con sorpassi al limite, gare che ci fanno trattenere il fiato fino all’ultima curva ed un mondiale aperto fino all’ultima gara; ma nello stesso tempo permettono ai propri team e case automobilistiche di sviluppare nuove tecnologie che vedremo sulle strade nella nostra quotidianità.

Ad oggi la Formula E conta milioni di spettatori in tutto il mondo e tra questi molti giovani e Gen-Z, conquistati dalla passione ed emozione del mondo delle corse, dall’interazione diretta del mondo FE con i propri followers grazie a social (il profilo ufficiale Instagram conta quasi 800mila followers) e fan-boost – che permette agli spettatori di supportare il proprio pilota preferito nella gara con un temporaneo aumento di potenza – e soprattutto l’impronta green della manifestazione.

Oltre alla formula E, anche il mondo della MotoGp e del Rally si stanno avvicinando all’alternativa green dei motori: la MotoE – nata nel 2019 – viene disputata nello stesso weekend di gara della MotoGP per permettere ai tifosi di avvicinarsi facilmente al mondo sostenibile, la ExtremeE invece si svolgerà per la prima volta nel 2021. Realizzata dalla FIA con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza su alcuni aspetti del cambiamento climatico, le gare si terranno in parti remote del pianeta particolarmente colpite dal climate change come l’Artico o la Foresta Amazonica; questa serie vanta anche “padrini” d’eccezione come Lewis Hamilton e Nico Rosberg.

La “ricetta vincente” della Formula E sta nel tradurre lo show ed emozione di una gara nella quotidianità elettrica e sostenibile del futuro.

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