Rimandare il sogno per affrontare il presente – Selene e la ristorazione in Sardegna

“quando un turista tedesco o francese esce da un ristorante italiano felice, lo Spread si riduce (sorride) so che non è proprio così, ma mi piace pensarlo.”

Venerdì, ho “incontrato a distanza” Selene Rosas, una giovane imprenditrice operante nel settore della ristorazione. Nel 2019 ha chiuso la sua attività a Sassari per avviare un nuovo progetto di ispirazione giapponese ma tutto italiano (o meglio sardo) nella sua città natale: Alghero.

Selene ci ha raccontato di come i suoi progetti si sono modificati con l’avvento della crisi da Covid-19.

Ciao Selene, ti ringrazio del tuo tempo e benvenuta. So che sei nella bellissima Alghero, com’è l’atmosfera là?

Qua la fase 2 si sente. Le persone hanno ricominciato ad uscire e, con queste bellissime giornate di sole, come biasimarli. I ristoranti sono comunque chiusi e qualcuno fa servizio d’asporto. Insieme ai primi segnali di libertà arrivano anche le preoccupazioni, la stagione estiva è vicinissima, anzi in condizioni normali sarebbe già iniziata con i turisti nordeuropei.

A proposito di attività ristorativa e stagioni estive, raccontaci la tua esperienza.

Lavoro come dipendente nel settore della ristorazione nelle stagioni estive in Sardegna dall’età di 16 quindi con quest’anno fanno 13 stagioni estive consecutive. Amo il mio lavoro, rendere felici i clienti mi ha sempre stimolato a migliorare. Negli ultimi anni ho occupato posizioni sempre più importanti nei ristoranti più rinomati di Alghero e sto studiando per diventare sommelier. Il mio sogno però è sempre stato avere un ristorante che fosse mio, da poter curare in ogni suo dettaglio e far sentire i clienti miei ospiti. Non è che rifiuti lavorare per gli altri, ho lavorato per ristoratori illuminati che rispetto e con i quali ho ancora un ottimo rapporto.

E ci sei riuscita! Questo inverno hai aperto un ristorante a Sassari.

Sì, ero entusiasta. Ci ho lavorato giorno e notte e non mi pento di nulla anche se poi alla fine con i miei soci abbiamo scelto di chiudere.

Questo è successo prima della crisi del Covid-19. Avevate già chiuso quando è iniziato il lockdown?

Sì, avevamo già chiuso. Io e i miei soci avremmo dovuto aprire lo scorso aprile un nuovo ristorante. Con il mio socio e chef abbiamo ideato un Sushi Bar con pochi piatti di elevata qualità creando una cucina fusion che unisse la tradizione giapponese all’amatissima cucina sarda. I sushi roll con il guanciale sardo sono spaziali ma purtroppo dovrete aspettare ancora un po’ per poterli provare.

Dopo la tappa di Sassari, questo sushi bar ad Alghero, sarebbe stato il vero traguardo per me. Avevamo trovato la location e studiato ogni dettaglio ma poi è arrivata l’ombra del lockdown e, nella sfortuna, abbiamo avuto la fortuna di riuscire a rimandare l’investimento all’ultimo momento. Abbiamo chiuso il progetto a tempo indefinito.

Posso solo immaginare il tuo dispiacere, deve essere frustrante arrivare ad un passo dalla meta per poi non riuscire ad agguantarla. Scusami, non hai pensato che magari con i nuovi decreti ci fossero nuove possibilità per voi? Quali iniziative vi potrebbero aiutare?

Per le nuove imprese al momento non c’è molto che io sappia. Anche tutti i contributi sono a credito e potendo scegliere preferirei non indebitarmi in fase di avvio. Poi, parliamoci chiaro, anche se ci spero con tutto il cuore, quest’estate ad Alghero non mi aspetto un numero di turisti paragonabile a quelli degli scorsi anni. Aprire poi con tutte le nuove norme igienico sanitarie imposte, i controlli spasmodici e la clientela impaurita… Aprire sarebbe stato più un incubo che un sogno.

Parlando anche con colleghi del settore e vista la tua esperienza pluriennale nel settore: come ripartirà secondo te la ristorazione in Sardegna?

Beh la vediamo molto negativa. Soprattutto in Sardegna e, in particolare, le città costiere, viviamo di turismo e quest’anno sarà dura. Confido tantissimo nel prossimo anno e spero vivamente che questa crisi porti gli italiani a riscoprire le mete turistiche italiane. Tutte queste storie di imprenditori in crisi devono far riflettere, dobbiamo volerci bene e valorizzarci al massimo. Più della metà dei ristoranti di queste parti rischia di non riaprire più e per ogni storia che finisce o, come nel mio caso, si ferma al primo capitolo, subiamo tutti una grande perdita. Forse non ce ne rendiamo conto ma con il nostro lavoro siamo ambasciatori della cultura italiana nel mondo, quando un turista tedesco o francese esce da un ristorante italiano felice, lo Spread si riduce (sorride) so che non è proprio così, ma mi piace pensarlo.

Le tue parole sono veramente toccanti e la tua passione merita di essere valorizzata. Ti auguro il meglio, così come a tutti i ristoratori sardi. Ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato e penso che la tua personale esperienza possa arricchire ed emozionare anche chi leggerà questo articolo.

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