Massimo Saita

Scomparso nel dicembre 2020 è stato professore ordinario e fondatore della facoltà di Economia dell’Università degli Studi Milano Bicocca.

Il primo contributo che “L’Imprenditoriale” dedica alla vita di un personaggio – uomo o donna – è rivolto alla figura di Massimo Saita, scomparso a Milano tra il 7 e l’8 dicembre 2020.

Siamo in molti a dover essere grati a Massimo Saita per la sua opera all’interno della comunità scientifica e accademica italiana e per ciò che ha fatto a Milano per l’Università.

Massimo Saita è stato, infatti, professore ordinario di economia aziendale e ha fondato insieme ai colleghi Carlo Emilio Traverso, Pier Luigi Porta e Michele Zenga la facoltà di Economia dell’Università degli Studi Milano Bicocca: la prima facoltà di Economia statale a Milano.

Negli anni ha rivestito importanti cariche accademiche e ha favorito la crescita dell’attuale Dipartimento di Scienze Economico-Aziendali e Diritto per l’Economia (www.diseade.unimib.it), aggregando numerosi docenti anche di altri settori scientifico-disciplinari, promuovendo gli studi dell’economia aziendale all’estero e contribuendo con un dottorato di ricerca e un centro studi aziendali ad arricchire anche l’attività di insegnamento e di education rivolta alle nuove generazioni. Massimo Saita ha anche fondato il primo spinoff della Bicocca, per favorire con grande lungimiranza l’insegnamento a distanza.

L’uomo

Io l’ho conosciuto per la prima volta nel 2005 a Pisa una sera poco prima del mio trasferimento a Milano: avevo 32 anni e lui con il suo carattere forte mi disse che lavorare a Milano avrebbe rappresentato per me un’esperienza unica, indimenticabile, sintetizzando il concetto con l’espressione “Milano è Milano”. Aveva ragione: sono passati quasi 16 anni e Milano e l’Università Bicocca mi hanno dato tantissimo, consentendomi di fare cose che, diversamente, non sarei riuscito a fare. Negli anni ho seguito i suoi insegnamenti e le sue indicazioni: aveva un carattere forte ma è sempre stato aperto, curioso, pronto ad ascoltare e soprattutto leale. La lealtà di Massimo Saita è stata per me un insegnamento anche nei momenti di grande cambiamento dell’Università. Lealtà che lui ha sempre rivolto a tutti noi colleghi e agli studenti. Ho sempre ammirato il rapporto che cercava con i suoi studenti: un rapporto di grande disponibilità e generosità nel quale per lui l’insegnamento e il tempo passato in aula hanno sempre avuto una grandissima importanza. 

Alcuni colleghi anche appartenenti al personale tecnico amministrativo, dopo la sua scomparsa, lo hanno ricordato evidenziando la sua ironia pungente, il suo modo di fare “informale”, l’acutezza delle sue osservazioni e i suoi consigli curiosi che per molti hanno rappresentato uno stimolo alla crescita professionale. Non era facile andare sempre d’accordo con Massimo Saita, ma lui ha sempre portato avanti la propria visione in maniera fedele e coerente ai propri valori.

Lo studioso

Lo studioso Massimo Saita potrà essere conosciuto, scoperto e ricordato attraverso le sue opere e i suoi libri. La produzione scientifica infatti rispecchia la sua curiosità verso i fenomeni socio-economici e verso le complesse dinamiche contemporanee sempre con un occhio anche fuori dai confini nazionali.

La produzione scientifica ha riguardato i testi di economia aziendale, di strategia d’impresa, i temi del controllo di gestione, della valutazione aziendale e l’ambito della sanità.

All’esperienza di studioso Massimo Saita ha sempre affiancato anche una significativa attività professionale, che negli anni ha contribuito ad arricchire la sua capacità di leggere e interpretare le complesse dinamiche economiche e aziendali, sia in ambito privato che in ambito pubblico. A questo riguardo mi piace ricordare le parole da lui scritte nel 2005 nell’introduzione alla prima edizione del libro “I fondamenti dell’economia e strategia aziendale”: “Rimane la consapevolezza che un libro sull’economia e la strategia aziendale, per quanto abbia richiesto anni di studio e di ricerca, è in ogni caso incapace di rappresentare compiutamente la reale complessità dei fenomeni aziendali”. È con queste parole semplici e molto chiare che lascia a noi il compito di continuare l’attività di studio e di ricerca di una realtà complessa e dinamica come la fenomenologia aziendale.

Oggi, oltre ai suoi libri, restano anche i numerosi studenti che in quaranta anni di insegnamento universitario lo hanno incontrato e conosciuto in aula. Studenti che con lui e con i suoi testi si sono formati negli anni.

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