“Migliorare la vita delle persone con il potere dell’istruzione”: Paolo Alberico Laddomada ci racconta Talents Venture.

Nata nel 2017 Talents Venture supporta economicamente i giovani con strumenti “pay by success” e collabora con università e aziende per ridurre i limiti del sistema formativo italiano.

L’ospite di questa intervista de L’imprenditoriale è Paolo Alberico Laddomada, laureato in giurisprudenza all’università Bocconi e Co-fondatore di Talents Venture.

In questa chiacchierata abbiamo analizzato i limiti del sistema formativo italiano, in modo particolare quelli della formazione terziaria, scoprendo la realtà di Talents Venture: start-up fondata nel 2017 con l’obiettivo di migliorare la vita degli studenti supportandoli nel loro percorso di studio. Da maggio 2022 Talents Venture sta supportando più di 145 studentesse e studenti in percorsi di studio TECH con lo strumento dell Income Share Agreement e non solo.

  • Cos’è Talents Venture, come nasce e di cosa vi occupate?

Talents Venture è una start up nata nel 2017 con l’obiettivo di aumentare l’accesso all’istruzione di alta qualità per fornire alle aziende e alle istituzioni i talenti di cui hanno bisogno per affrontare le sfide globali. Nel concreto ci occupiamo di supportare economicamente i giovani nel loro percorso di studi con strumenti “pay by success”  e svolgiamo anche progetti relativi all’istruzione per università ed aziende.

Talents Venture è stata fondata da me e Pier Giorgio Bianchi che è stato il mio compagno di stanza durante i nostri studi in Bocconi. Insieme abbiamo fin da subito condiviso una serie di considerazioni rispetto al mondo dell’istruzione e soprattutto la voglia di attivarci per poter fare la nostra parte per cambiare questo sistema.

  •  Con Talents Venture supportate gli studenti grazie agli ISA (Income Share Agreement): cosa sono e in cosa differiscono dalle classiche borse di studio o dai prestiti studenteschi a cui siamo abituati?

L’Income Share Agreement è un finanziamento che consente alle studentesse e agli studenti di ricevere le risorse necessarie per frequentare il proprio percorso di studi ma che, a differenza dei normali prestiti, prevede il rimborso tramite una piccola percentuale del proprio reddito (ottenuto dopo il percorso di studi) e per un periodo determinato di tempo.

Questo strumento di sostegno all’istruzione è pensato nell’ottica pay by success permettendo di legare l’investimento in istruzione alla sua effettiva capacità di generare reddito e differisce sia dai normali prestiti, dove viene richiesto di rimborsare una rata  fissa indipendentemente dal proprio successo occupazionale, sia dalle borse di studio che non richiedono il rimborso.

Con Talents Venture abbiamo sviluppato una piattaforma di Peer to Peer Lending tramite cui investitori privati possono supportare i giovani talenti tramite il meccanismo degli ISA. Per scoprire la piattaforma: http://www.isa.talentsventure.com

  • Siete riusciti ad attivare concretamente questa Piattaforma e questo strumento?

Assolutamente sì! Siamo partiti da maggio 2022, offrendo gli ISA per la prima volta in Italia e ad oggi abbiamo supportato più di 145 studenti in percorsi formativi del mondo Tech che formano professionisti del web development, della cybersecurity e dell’analisi dei dati. 

Abbiamo riscontrato un significativo interesse da parte dei giovani in questo strumento, in particolare l’aspetto sicuramente più apprezzato è quello di poter condividere il successo occupazionale con noi rimborsando in percentuale al reddito. 

I primi investitori che hanno sostenuto l’iniziativa tramite la piattaforma sono Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Cariplo, Fondazione Social Venture Giordano dell’Amore e Fondazione Vodafone Italia, grazie alle quali abbiamo raccolto quasi un milione di euro. Scopri dati in tempo reale sul numero di studenti seguiti da Talents venture: https://www.talentsventure.com/edufinance/

  • In una realtà complessa come Talents Venture che ruolo hanno i dati?

I dati sono la chiave di tutta la nostra attività: partiamo dall’analisi dei dati relativi al mondo dell’istruzione in Italia e alle necessità occupazionali del tessuto economico per capire quali percorsi supportare finanziariamente, inoltre mettiamo a disposizione il nostro patrimonio informativo anche attivando progetti consulenziali con le università e progetti e servizi per le  aziende. Scopri l’osservatorio di Talents Venture: https://www.talentsventure.com/osservatorio/

(l’intervista è stata realizzata prima delle elezioni politiche del 25/09/2022)
  • Abbiamo recentemente attraversato una campagna elettorale dove si è discusso di molti temi, ma si è parlato poco di scuola e tantomeno di università anche se sappiamo che esistono dei problemi strutturali in questo ambito. Voi riconoscete dei limiti nel sistema formativo Italiano?

Restringendo il campo di osservazione in modo particolare al mondo dell’istruzione terziaria possono essere individuati almeno quattro ordini di problemi su cui si potrebbe lavorare:

Lo Skills gap che è  la mancanza di persone con competenze adeguate per svolgere un determinato lavoro tendenzialmente a causa della mancanza fisica dei corsi di formazione.

Lo Skills mismatch che è  diverso dal fenomeno precedente in quanto, in alcuni settori, le persone con competenze idonee non mancano, ma a causa dell’evoluzione delle tecnologie e del contesto, le loro competenze non sono più abbastanza per rispondere alle sfide che bisogna fronteggiare.

La mancanza di risorse finanziarie adeguate al sostegno del sistema formativo. In Italia infatti si destina all’istruzione solamente l’1% del proprio PIL, contro il 1,4% della media OCSE (fonte OECD, 2021).  Inoltre tra il 2014 e il 2021 la contribuzione studentesca media è passata da 1.418 euro a 1.789 euro (MIUR, 2020) e parallelamente non ci sono supporti finanziari efficaci: solo uno studente su 10 infatti ottiene una borsa di studio (MIUR, 2020). Tutto questo porta l’istruzione ad avere dei costi maggiori  generando ulteriori disparità.

Un Gap geografico in quanto più di un quarto delle assunzioni di persone laureate avviene in Lombardia e corrisponde  a più della richiesta di laureati complessiva di altre tredici regioni italiane (Toscana, Puglia, Trentino-Alto Adige, Liguria, Sardegna, Marche, Friuli-VG, Calabria, Abruzzo, Umbria, Basilicata, Molise, Valle d’Aosta) (Il Reddito di Istruzione, Bianchi-Laddomada, Egea, 2021). In queso scenario assistiamo ad una vera e propria polarizzazione del talento.

Di fronte a tutto questo noi di TV stiamo cercando, con il nostro impegno, di mobilitarci su più fronti. Dal punto di vista degli studenti l’introduzione degli ISA è di per sé un’azione che mira ad azzerare le barriere all’ingresso all’istruzione, spostandone il costo non sulle risorse finanziarie attuali dello studente, ma sulla sua capacità di generare reddito in futuro. Invece, per quanto riguarda il lavoro con aziende e università, tutte le nostre attività sono orientate a studiare e a strutturare soluzioni di contrasto ai fenomeni di cui parlavamo poco fa.

  • Ad oggi credi ci sia spazio per degli investimenti sull’istruzione, per esempio grazie alla presenza del PNRR?

Assolutamente sì. Spero che una grande parte di queste risorse vengano impiegate per rispondere alle esigenze del mondo dell’istruzione e in modo particolare a quella post scolastica che è quella che collega in modo più impattante gli studenti al mondo del lavoro. Investire in istruzione significa investire nell’economia, nello sviluppo sociale, nello sviluppo economico delle aziende e del sistema complessivamente inteso.

Con il libro “Il reddito d’istruzione” insieme a Pier Giorgio Bianchi avevamo proposto una possibile soluzione operativa che potesse permettere un investimento efficiente ed efficace delle risorse economiche volte all’istruzione con il fine  di  generare un circuito che si auto-alimentasse.  La proposta era quella di utilizzare circa 127 milioni di euro per supportare giovani iscritti a lauree magistrali (STEM Data Science e Discipline Sanitarie). Con questi fondi  si riuscirebbero a finanziare circa 25.380 persone. Considerando che questi rimborsino circa il 7,5% del loro reddito per 4 anni, alla fine rientrerebbero circa 167 milioni di euro, che permetterebbero di supportare altri 8.100 studenti in più rispetto ai 25.380 finanziati inizialmente (Il Reddito di Istruzione, Bianchi-Laddomada, Egea, 2021).

Noi de L’imprenditoriale siamo convinti che dietro ad ogni progetto o idea interessante ci siano persone altrettanto brillanti.  Per questo ci piace raccontare anche la storia di chi intervistiamo affinché possa essere d’ispirazione per chi ci legge. 

Ripensando ai tuoi studi e al tuo percorso di crescita quali competenze e conoscenze ti sono servite in modo particolare nel realizzare il progetto di Talents Venture?

Io e Pier Giorgio abbiamo iniziato a lavorare per Talents Venture subito alla fine del nostro percorso universitario. Eravamo a digiuno di molte conoscenze sul mondo di lavoro, ma questo ci ha permesso di testare da soli competenze e sensibilità che ci sono state utili per iniziare e sviluppare la nostra attività.

Tra le capacità più importanti c’è sicuramente quella di saper organizzare il proprio lavoro e le varie attività capendo quali di queste sono prioritarie e quali possono essere lasciate in secondo piano e poi cercando di essere agili nell’adattarsi a queste valutazioni e considerazioni. Infine la capacità di avere pazienza, non scoraggiarsi anche se in un certo periodo di tempo i risultati non arrivano, ma saper confidare nel proprio piano proseguendo e portando a termine il proprio lavoro coltivando una visione di lungo periodo.


Per approfondire:

Scopri la realtà di Talents Venture https://www.talentsventure.com/  

Approfondisci il tema del Reddito di istruzione: https://www.talentsventure.com/wp-content/uploads/2021/06/10-trend-per-luniversit%C3%A0-italiana-e-il-Reddito-di-Istruzione.pdf

 Leggi del lancio della piattaforma:

https://www.ilsole24ore.com/art/prestiti-d-onore-talents-venture-milione-studi-tech-digital-AEWdVvPB

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