Una dura lotta contro un nemico che non possiamo vedere: riflessioni un anno dopo il primo caso di Covid a Codogno

La scelta come atto individuale, consapevole e coraggioso di ciascun essere umano. La scelta come atto in grado di avvicinare mondi e persone sempre più distanziate a causa del nemico invisibile. La scelta come strumento efficace per intervenire subito sui temi socio-economici evitando che alla tragedia sanitaria si possano sommare tragedie di altro tipo.

L’editoriale di questa settimana desidero dedicarlo ad un tema non semplice da trattare, molto amplio e complesso che ha contraddistinto la settimana appena trascorsa e sicuramente caratterizzerà anche la settimana che sta per iniziare. Ma andiamo per gradi.

La settimana appena trascorsa ha visto tra i diversi protagonisti i vaccini, che hanno iniziato ad essere somministrati con maggiore frequenza non solo al personale sanitario, ma anche alle forze dell’ordine, agli insegnanti e, in alcune regioni, agli over 80 anni e al personale della Giustizia.

All’aumentare delle vaccinazioni è apparsa, sempre con maggiore nitidezza, l’importanza di correre contro il tempo perché il nemico invisibile che stiamo combattendo non aspetta nessuno e muta anche grazie ai nostri involontari e inconsapevoli comportamenti quotidiani. Da qui la necessità di vaccinare tutti prima possibile per vincere questa complessa gara di velocità ed anticipare dunque ulteriori mutazioni.

La settimana appena trascorsa ci ha fatto però anche comprendere che per vincere questa guerra non basta correre e non bastano i vaccini delle case farmaceutiche che quotidianamente sentiamo rammentare e nominare nei telegiornali e nei moltissimi programmi televisivi. Servono anche altri strumenti: strumenti che non sono un presidio medico, ma che dobbiamo progettare e produrre per la nostra società e per la nostra economia.  Una società e un’economia che al termine di questa terribile pandemia non torneranno – a parere di chi scrive – mai come le abbiamo lasciate a fine febbraio 2020.

La settimana appena trascorsa ci ricorda infine che proprio oggi 21 febbraio 2021 siamo ad un anno esatto dal paziente uno di Codogno e che in questo anno sono successe cose che nessuno mai avrebbe potuto immaginare.

È allora necessario cominciare a porre grande attenzione anche ai temi socio-economici per comprendere l’importanza dei quali desidero richiamare l’intervista rilasciata a Lombardia Notizie dalla senatrice Liliana Segre – alla quale va tutta la nostra solidarietà per gli insulti che ha ricevuto tramite il web –dopo aver fatto il vaccino all’ospedale Fatebenefratelli di Milano.

Poche parole che voglio testualmente riportare nella speranza che tutti possano leggerle ponendo grande attenzione al loro significato: “(…) questo è un nemico invisibile. Ho conosciuto i nemici visibili e non ho mai visto dopo questi fatti tragici dovuti ai nemici visibili e invisibili che l’uomo sia migliorato. Ho visto a suo tempo sciacallaggio, ho visto prepotenze, ho visto che il debole veniva sopraffatto dal più forte e qualche volta ho rivisto questo anche in tempo di pandemia. La speranza però questa volta è data da un corpo sanitario che si è dimostrato eroico e non è sempre facile essere eroici in tempi di pandemia, sia una pandemia di origine morale, sia una pandemia di origine dovuta ad un virus. E queste persone sono quegli eroi che si distinguono per di più per la maggior parte ignoti, sono molto importanti sono l’uomo, l’uomo che fa la scelta (…)”.

Nelle parole della senatrice Liliana Segre il richiamo al tema dell’editoriale di questa settimana: la scelta.

La scelta come atto individuale, consapevole e coraggioso di ciascun essere umano. La scelta come atto in grado di avvicinare mondi e persone sempre più distanziate a causa del nemico invisibile. La scelta come strumento efficace per intervenire subito sui temi socio-economici evitando che alla tragedia sanitaria si possano sommare tragedie di altro tipo.

Moltissime sono le scelte che hanno scandito la settimana appena trascorsa, molte delle quali sono importantissime in periodo di Pandemia e ai più ignote. Alle scelte della politica che hanno visto in Italia la nascita del nuovo Governo Draghi si accompagnano le scelte di tutti gli uomini e di tutte le donne che ogni giorno si svegliano per fare il proprio dovere senza atti di eroismo. Penso, tra gli altri, ai moltissimi volontari che quotidianamente mettono a disposizione il proprio tempo per gli altri, agli imprenditori che lottano per la sopravvivenza delle proprie aziende e per garantire occupazione ai propri lavoratori, ai medici e agli infermieri, agli insegnanti, alle forze dell’ordine e ai ragazzi e ragazze che quotidianamente studiano andando a scuola tra gel e mascherine senza riuscire a capire quando tutte queste limitazioni passeranno.

Si tratta di scelte piccole e di scelte grandi che riguardano mondi oggi sempre più distanziati e tra loro non comunicanti a causa del nemico invisibile: è questo distanziamento che mi preoccupa. Un distanziamento fisico che rischia, come ricordano le parole della senatrice Segre, di creare un distanziamento sociale ed economico che noi non possiamo e non vogliamo permettere.

Non possiamo permettere che il nemico invisibile realizzi un distanziamento socio-economico il cui risanamento richiederebbe moltissimi anni e decenni creando danni enormi alle future generazioni. Non possiamo permettere sciacallaggi e atti di sopraffazione ai danni dei più deboli.

È per questo che dobbiamo adesso intervenire. Ma come si può intervenire? Con quali armi possiamo intervenire? Le armi che abbiamo a disposizione non sono rappresentate da un vaccino purtroppo e né possiamo affidarci alle case farmaceutiche. Le armi di cui disponiamo sono le nostre scelte. Nostre di noi uomini e donne che dobbiamo sapere anche grazie alla memoria e alla storia quale è oggi la scelta giusta.

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