San Valentino: sui social tutti pazzi per Giuseppe Conte

“Un uomo giusto in un paese sbagliato”, Conte ha terminato il suo mandato battendo anche un record come numero di interazioni ad un singolo post per un politico italiano.

San Valentino è la festa degli innamorati e la dimostrazione d’amore più convincente alla quale ho assistito questa settimana è rappresentata, senza dubbio, dai messaggi d’amore malinconico e, a tratti disperato, pubblicati dai sostenitori dell’ormai ex premier Giuseppe Conte sui social network.

Su Twitter l’attaccamento all’avvocato assume contorni commossi nel momento del passaggio della campanella. Simone scrive: “il mio cuore sta piangendo @GiuseppeConteIT rimarrà per sempre un grande presidente…”, “… grazie @GiuseppeConteIT per avermi fatto sperare, seppur per poco, in una politica migliore” esclama Lucrezia e Diego rincara la dose utilizzando il caps lock quasi ad urlare: “MI MANCA LUI”.

Insomma, scorrendo i post sembra di leggere il finale di una vera e propria tragedia, una tragedia ingiusta architettata da Matteo Renzi in versione Don Rodrigo: un “sabotatore” del governo dei giusti per favorire quello dei migliori. Una narrazione convincente che trova conferma in noti giornalisti come lo stesso Andrea Scanzi che si esprime con un lapidario: “lo rimpiangeremo.”

L’uscita di scena dell’avvocato del popolo, a mio parere momentanea, è stata senza dubbio elegante e molto scenografica con il personale di Palazzo Chigi ad applaudirlo in un’apparentemente improvvisata standing ovation.

Definito “un uomo giusto in un paese sbagliato”, Conte ha terminato il suo mandato battendo anche un record come numero di interazioni ad un singolo post per un politico italiano. Su Facebook ha totalizzato 1,1 milioni di reazioni (il tasto “mi piace”) e più di 300 mila commenti. Un record frantumato da un politico che come sottolineato da Lorenzo Pregliasco “nella sua vita non ha preso neanche un voto.”

Cosa è successo? Come ha fatto il “Giurista e Avvocato. Professore ordinario di diritto privato. Papà di Niccolò” (così recita la sua bio sui social network) a conquistare il cuore degli italiani? Ha presieduto due governi molto diversi attirando su di sé non poche critiche e ironie, eppure è riuscito a superare tutte le resistenze vincendo il cuore di elettori che non lo hanno mai votato.

Il successo di Giuseppe Conte passa da momenti diventati iconici come la frase “questa volta devo fare nomi e cognomi” con la quale si è scagliato decisamente contro Giorgia Meloni e Matteo Salvini, o quando ha risposto ironicamente se Renzi fosse professore alla provocazione del politico fiorentino. Altro episodio chiave è stato il dialogo con Angela Merkel nel quale ha sottolineato il suo ruolo di mediatore rispetto ai due, allora vicepremier, Di Maio e Salvini.

La pagina Instagram lebimbedigiuseppeconte ad oggi conta 326mila follower ed è stata aperta nel maggio 2018. Questo a testimonianza di come l’attaccamento per il giurista nasca prima della pandemia, prima dei Dpcm, prima della diffusa sindrome di Stoccolma derivante dal rapimento di massa chiamato lockdown. La verità è che c’è un modo di fare dell’ex premier che da subito ha suscitato grande empatia nel pubblico. Vederlo in una prima frase schiacciato dai due partiti di maggioranza ed in una seconda emergere vittorioso da uno scontro con, quello che allora era il personaggio politico più in forma, Matteo Salvini, hanno fatto nascere e crescere il mito di un uomo non politico che riusciva a tenere testa ai politici a casa loro. Il risentimento per la politica richiama l’antipolitica che Conte ha saputo incarnare in maniera molto più convincente degli stessi Cinque Stelle rispettando regole e avversari, in modo gentile e garbato dimostrando fermezza e orgoglio ma anche la debolezza tipica di chi si ritrova in un covo di vipere senza diventare vipera a sua volta per sopravvivere. Conte nei fatti ha più da mediatore che politico dando l’impressione di essere uno di noi che guardiamo la tv e tifiamo per un’Italia migliore.

Se, da una parte, lo ricorderemo come un premier amato che ha saputo tenere duro in uno dei momenti più tragici della nostra storia, dall’altra il suo essere non politico lo deresponsabilizza nei confronti delle azioni politiche del suo stesso governo. Si tratta di un tecnico chiamato a far funzionare alleanze di governo ingovernabili e ha portato per due volte a casa la missione. Nessuno sa quale sia la posizione di Conte nei confronti di immigrazione, rapporti con la Cina, Trump o, più banalmente, se sia di destra o di sinistra. Conte è espressione dei partiti che lo sostengono. Ha dei valori fondanti ma idee politiche mutevoli e se domani dovesse far nascere un proprio partito non avrei proprio idea di che programma porterebbe avanti. La mediazione effettuata è stata però estremamente utile, come accennato, a tenere in piedi il paese in un momento difficile, cercando costantemente un’unità che alla fine, nei fatti, sembra aver trovato almeno nei consensi del popolo dei social network che sono uno specchio, in parte distorto ma rappresentativo, dell’interezza del popolo italiano.

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